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Il Diamante PDF Stampa E-mail
Per i passaggi dai Riparti al Noviziato di Clan e per la firma della Carta di Clan a fine Noviziato fin dall'inizio, anche se non si sa l'anno esatto, si utilizzò il Forte Diamante.

Il forte Diamante è la postazione più a nord del sistema difensivo della città di Genova ed è situato in posizione dominante sullo spartiacque tra le valli Polcevera e Bisagno.
Alto, isolato, lontano dalla città ma raggiungibile a piedi dal Righi o dalla stazione di Campi del trenino Genova-Casella,  era stato scelto, non sappiamo quando e da chi, come luogo delle cerimonie più importanti del Clan.
La sua posizione, alla sommità del monte, l’impegnativa salita per raggiungerlo e la scalata delle mura, con l’aiuto di corde fisse, si prestavano bene a far cominciare l’anno di Noviziato Rover agli Esploratori che, terminata l’avventura del Riparto, salivano verso il Clan che li attendeva sugli spalti. Questo avveniva tra i 16 e i 17 anni e segnava l’inizio del percorso verso la maggiore età
 Tra le mura robuste, di nuda pietra e con pochi elementi esteticamente rilevanti, che ben rappresentavano il concetto di forza e nello stesso tempo di semplicità, e che erano servite da baluardo a difesa  della città, era logico collocare la cerimonia della Firma della Carta di Clan che concludeva l’anno di Noviziato e segnava l’inizio della vita Rover  e del servizio nelle Unità.

 

 

 

 Lo stesso ambiente ospitava, quando c’erano, le Partenze dei Rover che concludevano il loro cammino di formazione in Clan.
La struttura imponente e articolata, quasi del tutto integra, con le mura esterne e interne, gli ambienti ai diversi piani, le scale per raggiungerli e l’ampio terrazzo dal quale si spazia a 360°, con la vista della città in lontananza, era lo scenario perfetto.
L’interno invece era in stato di abbandono. La vigilia del 1° novembre una squadra del Clan raggiungeva il forte per tempo e liberava gli ambienti, quasi del tutto privi di intonaco e con tutti i serramenti mancanti, dai detriti e dai residui di visitatori incivili. Con teli mimetici, residuati di vecchie tende militari, si tamponavano al meglio le finestre, aperte nelle spese mura  e per fortuna di ampiezza limitata, della grande sala destinata alle cerimonie e degli ambienti destinati a passare la notte.
Sull’intonaco della grande sala, mezzo scrostato e segnato dai graffiti di migliaia visitatori, fin dai primi anni, erano stati dipinti il motto del Clan (Ego sum pauper…) e lo scudetto verde e nero col cervo.

 
NOTA: Questa foto è particolarmente cara a Gian Paolo Chierici che ne possiede una copia con le firme che vedete qui sotto, apposte sul retro. GP dice.......é una foto per me piena di significato.Mi era stata data in occasione della mia partenza per l'Oregon, quindi dovrebbe essere il 1966....
 

 
 
  (Ndr: tornato in servizio alla fine degli anni ‘70 e avendo fatto le cerimonie dei passaggi di un altro Gruppo al Diamante, non senza emozione, rividi quelle memorie dei nostri tempi).

Alla sera tutti i Rover liberi da servizio e i Novizi raggiungevano il Diamante e, dopo cena, c’erano le cerimonie: le firme della Carta di Clan e le Partenze.
All’indomani sul finire della mattinata tutto il Clan attendeva i “nuovi” Novizi.
La S. Messa concludeva la mattinata.
Dopo il pranzo il Clan dedicava un po’ di tempo a se stesso e non di rado c’era un torneo di “salamino” o si giocava ai “cavalli marci”: giochi da gente del tipo "rover vita rude". Prima che il buio calasse, per la strada che unisce il Forte Diamante al Forte Puin, si scendeva all’Osteria delle Baracche per la cena.


 Ancora alcune foto, questa volta all'esterno sugli spalti del Forte, tratte dall'archivio di Alfredo Costa.


Sugli spalti del Diamante aspettando la salita dei nuovi Novizi?

Raffy Guiglia, Gianni Barabino, Padre Marco e Bull (Ugo Salmona).

 Chi è il rover "alpino" con Raffy, Gianni, Padre Marco e Bull?

 

 
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