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Il primo clan secondo Mimmo Paganini PDF Stampa E-mail

Mimmo Paganini è entrato  nel Clan nel 1946. È stato Maestro dei Novizi. A lui si deve la “scoperta” di Noci durante una uscita di Noviziato. Ha, oggi 2010, 81 anni.

Trascriviamo quello che Emanuele "Mimmo" Paganini ci ha scritto sul "suo" Clan.

"CLAN DELLA TORTILLA”
 A volte penso come sarebbe stata la mia vita se, in quella domenica di molto tempo fa, io non avessi varcato la soglia del “Trentesimo”.
A sinistra un cortile, futuro candidato a roventi partite di pallavolo, a destra una piccola casetta quasi a ricordare una baita in miniatura (ndr: entrando da piazza dei Cappuccini la visione, varcata la porta, era questa e la casetta era la vecchia sede).
Teddy era mio cugino e la sua accoglienza fu cordialissima e fraterna.
La guerra era finita da poco: mi aveva portato via la Mamma in modo drammatico e le distruzioni in città, unitamente alle tribolazioni subite dai genovesi, lasciavano dubbiosi se Genova sarebbe ritornata “Superba”.
Malgrado la mia posizione di “novizio” ingranai subito le marce partecipando alla vita del Trentesimo appassionatamente.
Come non ricordare Giancarlo Minetti, Padre Cassiano da Langasco e molti, molti altri…
Figure meravigliose, superiori ad ogni elogio che, con l’esempio e la loro vita specchiata, ci indicavano il sentiero da percorrere.
Padre Cassiano: occhi celesti, parlata pacata e ponderata, barba patriarcale che non ci consentiva di stabilire la sua età. Anche i più irrequieti, quando lo avevamo ospite, avevano per lui un grande rispetto e una meritata ammirazione.
Giorgio Montagna e io portavamo caparbiamente la bandiera della “cultura” per uno scoutismo a livello intellettuale oltre che pratico, mentre Teddy era di opinione opposta.

Dati i nostri anni ruggenti di allora, le discussioni erano infuocatamene accese, ma confortate dagli stessi ideali appassionatamente professati.

Questa è la prima puntata della mia partecipazione al Clan della Tortilla; se lo gradite ne seguiranno altre per redigere una memoria storica su un gruppo di ragazzi che allora avevano ideali e mete da raggiungere ben diverse e migliori dei telefonini e dei computers di oggi.

Genova, 09/02/2010
Emanuele “Mimmo” Paganini
 
Mimmo è stato di parola. Abbiamo ricevuto una seconda lettera:
….. Vorrei evidenziare un’usanza che valorizza particolarmente  la sensibilità d’animo di Teddy Gianelli e di Gian Minetti.
Tutte le volte che si organizzava il Campo estivo o un bivacco di tre giorni, si evidenziava che, da parte di alcune famiglie (ndr. La guerra era finita da poco), in qualche modo, c’erano delle difficoltà per reperire i soldi della quota.
L’accoppiata vincente, Teddy e Gian, non veniva presa in contropiede: con una meravigliosa delicatezza indiceva un “cappellone” anonimo
(ndr. Per sapere che cosa era vedi il pezzo sul Fondo di solidarietà) durante il quale tutti mettevano (chiusa nel pugno) la quota pattuita più un supplemento per coloro che non avrebbero diversamente avuto la fortuna e il piacere di essere nostri compagni di avventura (ndr. e che avevano messo nel cappellone, chiusa nel pugno, una somma inferiore alla quota necessaria). Ignoti i donatori, ignoti coloro che non potevano pagare….
Per comprendere quanto fosse meravigliosa questa prova di fratellanza, riporto al mio paziente lettore due notizie di questi giorni.
•    In una scuola italiana, sono stati lasciati senza colazione alcuni bimbi i cui genitori non potevano pagare l’equivalente: lascio a voi immaginare quale l’umiliazione degli “indigenti” e quale buon insegnamento di carità cristiana abbiano ricevuto gli “abbienti”.
•    Altro episodio del quale, come italiano, mi vergogno. Organizzando una gita scolastica con pernottamento, gli scolari sono stati divisi in due categorie. In base ai differenti redditi delle famiglie, alcuni sono stati ospitati in un hotel e gli altri, meno fortunati, in una pensione risultata poi con i letti infestati dai pidocchi.
Proporrei a tutti e due i presidi un encomio solenne per come sono riusciti a celebrare i fasti peggiori del Medio Evo ai giorni nostri!

“Scout una volta, scout tutta la vita”. Ancora oggi la mia regia di stagionato 81-enne è la stessa, con amici e collaboratori.
Grazie Gian, grazie Teddy! Con un’infinita riconoscenza.
Mimmo Paganini
Genova, 28/03/2010
 
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