Fondo di solidarietà Vecchio 30°
Il fondo di  solidarietà trà i vecchi del Clan della Tortilla fu istituito nel 1978.

A  luglio i rover del Vecchio XXX ricevettero la seguente lettera.

I motivi dell'appello furono due tegole economiche che colpirono due di noi. Il crollo del muraglione di sostegno del giardino di XXX YYYYYY e il negozio svaligiato di YYY XXXXXXX.  Nel primo caso i vecchi del Clan intervennero anche manualmente partecipando  ai lavori di ripristino, nel secondo, c'era poco da fare direttamente. Si decise allora di rivolgere un appello a tutti gli appartenenti del Vecchio XXX raggiungibili per creare un fondo di solidarietà al quale si potesse contribuire volontariamente con una somma qualsiasi e si potesse accedevi in caso di bisogno. Fu fissato un punto di accesso sia per dare che per avere, fu designata una terna di gestori e il fondo partì. Fin da subito si decise che i nomi dei donatori e degli utilizzatori sarebbero rimasti segreti.

Ogni anno, in occasione della Messa di Pier Luigi, i gestori illustrano la situazione, (contributi e prelievi) restando sempre anonimi quelli che accedono al Fondo sia per dare che per ricevere.
Nella stessa ricorrenza c’è un “cappellone” per rimpinguare le giacenze: il cappellone, per chi non lo sa, è una raccolta  che si fa coprendo un cappello o un recipiente capace (una volta, un cappellone scout) con un foulard (una volta con un fazzolettone scout). Tutti infilano la mano chiusa a pugno sotto il fazzoletto e lasciano cadere nel contenitore ciò che hanno (può darsi che il pugno sia vuoto). Nessuno vede, nessuna cifra è obbligata, se uno in quel momento non può, nessuno lo viene a sapere. Terminato il giro si fa la conta e ogni volta…si resta stupiti per l’ammontare raccolto. Questa è un’usanza del Clan che si perde nel tempo e che  si è sempre usata ogniqualvolta  si doveva raccogliere una somma per gli scopi più diversi. Non l’abbiamo abbandonata, una volta usciti dal Clan.
In alcune circostanze, quando serviva una somma abbastanza ragguardevole, si è fatta girare la voce o si è scritto una lettera spiegando le ragioni della richiesta (sempre anonimo il ricevente salvo che lui disponesse altrimenti) e ciascuno contribuiva secondo le sue possibilità. Queste occasioni straordinarie sono state abbastanza poche nella vita del Fondo ma hanno consentito di risolvere gravi problemi che affliggevano qualcuno di noi.
Il Fondo esiste tuttora.