Da Entracque a Vinadio
Enzo Campodonico racconta:
Dopo quello di noviziato è il primo a cui partecipo. (I precedenti non li avevo fatti in quanto liceale rimandato a settembre). Tra i partecipanti, ricordo Teddy, Padre Gaspare, Pier Luigi Roggla, Franz Guiglia, Adriano Mauri, Marco Monteverde, Tito Olcese, Giacomo Grasso, Marco Cadolini, Sandro Baracicco. Eravamo carichi come muli, perchè ci portavamo zaini pesantissimi contenenti oltre agli indumenti personali, i viveri, e i fornelletti ad alcool con relative riserve di combustibile in bottiglie di vetro (non c’erano ancora i fonelletti a gas). Inoltre portavamo anche la tenda. Nonostante la fatica eravamo tutti spensierati, perchè il campo di clan era considerato di relax, dopo gli impegni e le preoccupazioni dei campi di unità.
Si arriva a Entraque nel pomeriggio e si pongono le tende poco fuori paese. Il parroco di Entraque, cui avevamo fatto visita, ed esposto il percorso, afferma che la nostra sarà solo una faticosa scarpinata, senza la soddisfazione di una vetta. Ma a noi andava bene ugualmente, perchè l’importante era stare bene insieme
Ricordo dopo una notte stellata, una sveglia precoce, la messa al campo e quindi sacchi in spalla e avanti a risalire la valle del Gesso di Entraque fino al vecchio Rifugio Genova (non c’era ancora la diga e il lago del Chiotas). Ci fermiamo per il pranzo, poi attraverso il passo del Chiapous scendiamo verso le Terme di Valdieri. La sera cena, cucinata, e la mattina dopo risaliamo il Gesso di Valletta, passiamo la Real Casa di Caccia, trasformata in stalla (non più Reale) e poi in vista di una serie di laghi alpini su su fino al colle di Malinvern per scendere infine nel lungo Vallone di Riofreddo.
Altro pernottamento e poi ultimo giorno di cammino lungo la valle fino a Vinadio, dove concludiamo il percorso. E poi veloce (si fa per dire) ritorno a Genova. Il tempo sempre bello e sereno rispecchia l’atmosfera vissuta.
Inseriamo alcune foto con le didascalie di Enzo Campodonico