Le foto sono tratte dall’archivio di Luigino Secchi e il racconto è di Giorgio Spano
Il campo invernale, date le condizioni atmosferiche, si svolgeva in modo del tutto diverso dal campo estivo e, in questo caso, i partecipanti eravamo soltanto noi Novizi; le tende erano sostituite da strutture in muratura, i pasti si consumavano nel refettorio della “Colonia Astigiana di Don Molino” che ci ospitava.
Praticamente la nostra attività si basava, in prevalenza, nell’apprendimento dei valori umani.
Era anche l’occasione di vivere sette giorni insieme e quindi di cementare la nostra amicizia, con l’impegno di seguire una regola di vita, di avere un comportamento da veri cristiani che ci avrebbe portato a far parte dei Rovers.
Logicamente nel tempo libero molti Novizi si dedicavano allo sci; per me c’era a disposizione uno slittino e i giovani si divertivano a trainarmi in cima al pendio e poi scaraventarmi giù per la discesa; non vi sto a enumerare le tante sederate che davo sulla neve!
Vicino a noi c’erano delle Guide (tra queste Rita Secchi, sorella di Luigino), ospiti anch’esse della Colonia Astigiana, le quali assistendo ai miei ruzzoloni si spanciavano dalle risa.
Tutte le volte che riuscivo ad arrivare in fondo alla discesa c’erano due novizi pronti a prendermi al volo, altrimenti finivo giù dal pendio.
A quel tempo, ovunque andassi, mi portavo dietro l’occorrente per dipingere e anche quella volta, seduto sulla neve, dipinsi sulla tela il paesaggio innevato…
Eccovi due dei panorami che ispiravano Giorgio…
Da sinistra: Giorgio Spano, di spalle, Pier Luigi Röggla e Franco Cadolini